originally uploaded by Marita Cosma.

“Ci sono cose che voi avete detto che non mi piacciono. Non cose dolci come lo zucchero, ma amare come il cetriolo. Mi avete detto che volete metterci in una riserva, costruirci case per vivere e case per i malati. Io non voglio queste cose. Io sono nato nella prateria, dove il vento soffiava libero e niente spezzava la luce del sole. Sono nato dove non esistevano recinti e dove ogni creatura respirava libera. Là voglio morire, e non chiuso tra muri. Conosco ogni torrente e ogni foresta tra il Rio Grande e l’Arkansas. In quelle terre ho cacciato e vissuto. Vivevo come i miei padri prima di me e come loro vivevo felice. A Washington il Grande Padre mi disse che tutte le terre dei Comanche erano nostre e nessuno ci avrebbe dato fastidio sulle nostre terre. Allora perché ci chiedete di abbandonare i fiumi e il sole e il vento e di andare a vivere dentro le case? Non chiedeteci di rinunciare al bufalo in cambio della pecora. I giovani hanno sentito questi discorsi e sono pieni di tristezza e di rabbia. Non parlatene mai più. Io sono sempre felice di mettere in pratica le parole che ricevo dal Grande Padre. Quando ricevo prodotti e doni, io e il mio popolo proviamo gioia, perché questo dimostra che egli ci tiene in grande conto. Se i texani si fossero tenuti lontani dalle nostre terre, forse la pace sarebbe durata. Ma la terra dove ora ci volete mandare a vivere è troppo piccola. I texani si sono presi i posti dove l’erba cresceva più fitta e il legname era migliore. Ce li avessero lasciati, forse ora faremmo questa cosa che ci chiedete. Ma è troppo tardi. L’uomo bianco possiede ora le terre che noi amavamo, e il nostro unico desiderio è di correre liberi sulla prateria fino alla morte. Le cose buone che ci direte non saranno dimenticate. Le terrò vicino al cuore come i miei figli e le avrò sulla lingua tanto spesso quanto il nome del Grande Spirito. Non voglio sangue sulle mie terre a macchiare l’erba. Le voglio intatte e pure e il mio desiderio è che quanti passeranno tra la mia gente possano trovare la pace al loro arrivo e pace lasciare nell’andarsene”. (Dieci Orsi, capo comanche, davanti al consiglio degli sciamani del 1867, rivolgendosi in particolare ai rappresentanti di Washington)

_Il grazie dei grazie a Robert M. Pirsig

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