Il mondo come un sistema: interiore ed esteriore ma anche mio, possibile ed altro. Un complesso di opposizioni, relazioni, associazioni, contrapposizioni, antipodi. Un mondo duale, doppio e binario organizzato su delle assi.
Dalle radici ai rami, dal profondo al superficiale.

Scatole opposte ad altre scatole e contenute in tant’altre.

La letterarietà di Tabucchi come la poeticità dell’Achmatova.

Tutto è organizzato in sistemi binari per necessità di equilibrio. Il dualismo crea quei due pilastri di vetro su cui poggia il mondo, ben saldi sulla retta del senza inizio e senza fine, priva di dimensione e materialità. Poggia su due estremi logici depositari dell’equilibrio, necessari al controllo, al ridimensionamento e alla via di mezzo. Due opposti entro cui la retta acquista consistenza e diviene percorribile.

Uno, nessuno e centomila sistemi.

Per un attimo ti accorgi di capire, come se ti sentissi cadere.
Punti i gomiti sul foglio e scrivi la terra sotto i piedi.

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