Three fingers of bass
on the skin of a bongo.
The rhythm of a world.

There are windmills
sticked on the landscape
I find the time into
the rhythm of our silence,
so slow.
Beautiful.
Intense.

Rhythm takes its space
spontaneous as a yawn,
and swells onto
the silent landscape.

Sugar paper sky,
mills of wind,
hands of a time.
Desert.
Desert.

It’s the moment,
sun’s shining
on this silence.
It’s the moment,
the ground is waiting
for us. We are one.

It shines, powerful,
like a flower, a
snapdragon calls,
drunken butterflies.
It seems to be magic
of an orchestra
with no conductor.

Like kites in the night,
we glide into the lie
of the full moon light.
Laying our back down
on the bristly grass
we play life.


Tre dita di basso
sulla pelle di un bongo.
Rtimo di un mondo.

Ci sono mulini a vento
appiccicati al paesaggio.
Trovo il loro tempo
nel ritmo del nostro silenzio,
lento.
Bello.
Intenso.

Il ritmo si fa spazio,
spontaneo come sbadiglio,
e cresce addosso
al silenzio del paesaggio.
Cielo carta di zucchero,
mulini di vento,
lancette di un tempo.
Deserto.
Deserto.

E’ il momento,
il sole sta splendendo
su questo silenzio.
E’ il momento,
il suolo ci sta aspettando.
Siamo un uno.

Brilla, forte,
chiama come fiore
bocca di leone,
farfalle ubriache.
Sembra magia
di un’orchestra
senza direzione.

Come aquiloni di notte
planiamo nella menzogna
della luna piena.
Erba ispida sulla schiena,
giochiamo alla vita.

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