Pelle trasparente,
spirali di coscienze,
volani di parole.
Come fosse stato

specchio frantumato,
riflesso in volo perpetuo
attorno ad un mai afferrato
centro… Il suo essere,

infondo, qualcuno, un altro nessuno,
piccolo uomo, ragazzo confuso, anima
in viaggio, una nota verso l’alto,
sospesa come falco

nel ritmo
nato da un tamburo.
Quattro mani contro un muro
per essere qualcuno.
Palmo di mano,

sguardo d’amico
ed un ritmo, un riflesso,
a cuore scoperto:
parole dal centro
dell’Universo.

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