Videocracy.

Non avendolo ancora visto, faccio semplicemente da eco all’appello ai blogger per diffonderne in rete il trailer in quanto censurato in tv pur essendo il film in proiezione nelle sale dal 4 settembre. Regista italo-svedese, produzione svedese/danese.

Non mi quadra bene questa storia che devo andare a vedere quello che tengo la tv spenta appunto per evitare di dover guardare. Immagino sia arrivato il momento di guardare attentamente, soprattutto per quanti tengono accesa la tv. Occhi aperti e respiri profondi. Sembra ci si debba iniettare questi anticorpi di immaginario collettivo piuttosto che quel vaccino di cui tanto parlano i mass media , giacché repetita iuvant, ma soprattutto nella menzogna. Da “Il corpo delle donne” a “Videocracy”, passando per “Shooting Silvio” e “Bye Bye Berlusconi”, frammenti di realtà (?!) stanno cercando da tempo di farsi spazio nel buio delle palpebre ancora serrate e, nonostante le bocche tappate, si dice che come effetto collatelare questo antibiotico metatelevisivo potrebbe avere la rivoluzione. Chissà. Mi chiedo se l’utopia sia ancora lì, all’orizzonte.

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