Non c’è voluto
poi molto
per perdere
la fede e
la fiducia in
me stessa
e negli altri.

Il ghiaccio
sulla cima
c’è ancora
mentre sogno
nel buio del legno
sogni ad incastro
che variano ma
si ripetono
di noi.

Il suono dell’acqua
di un’era che continua
a sciogliersi in parte
tra le mani e nei secchi
mi gonfia il cuore
di sospiri e sguardi
interrotti da altrui
paure e pretese.

Non c’è pace
ma ancora speranze
nei ricordi mai perduti
eppure dimenticati
tra le preghiere
che rotolano
e nei pensieri
di coloro che vivono
sotto i fili e temono
quanti li abitano e salpano
su vascelli fluttuanti
con scialuppe penzolanti.

E’ quando la nave inizia a girare
veloce sempre più veloce
in un cielo senza nuvole
che vediamo
quella gente cadere
sbalzata dalle barche appese
e ci alziamo di scatto
mentre il tonfo dell’impatto
ci scuote, muove e accelera.

E’ un attimo
poi il risveglio.
Aprono gli occhi
si alzano
fuori da un sogno
che abbiamo visto.
Per noi è stupore,
un sorriso e l’inchino
degli alberi tutt’attorno.

Il silenzio è commovente
nell’ossigeno crepuscolare
tra le cime delle montagne
più adorate e violate. La regina
ha la chioma gelida ed una corona
sontuosa di roccia preziosa
più della storia.

_♡

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