Molto tempo fa il mio popolo ha ricevuto degli insegnamenti relativi all’arrivo degli Europei sul continente. Sapeva che se degli stranieri fossero arrivati con l’idea di condividere le nostre conoscenze spirituali, se le loro azioni fossero state guidate dal Sacro, noi allora avremmo potuto vivere insieme in pace e in armonia. Ciascuno doveva trovare dentro di sè un dono da dare affinché nascesse qualcosa di meraviglioso. Tuttavia, se i nostri insegnamenti spirituali fossero stati rifiutati, disprezzati da coloro che erano venuti dall’altra sponda della Grande Acqua, allora le nazioni moderne sarebbero affondate e avrebbero agonizzato nella polvere. Da allora per un certo tempo i nostri insegnamenti sarebbero stati praticamente dimenticati e le generazioni giovani si sarebbero rifiutate di ascoltare gli ultimi Saggi. Dopo un periodo di circa un secolo, o più, le nazioni indiane si sarebbero sollevate per restare ben salde, in piedi, in equilibrio sulla terra. Esse sarebbero state paragonabili a spiriti che scaturiscono in ogni luogo contemporaneamente. Avrebbero riscoperto di nuovo la facoltà di controllare le forze naturali e gli esseri e i poteri soprannaturali. Allora i nostri figli, ma anche i tardivi discendenti di coloro che un tempo sono giunti attraverso la Grande Acqua, ci avrebbero chiesto:
“Insegnateci, perché noi discendiamo da coloro che hanno distrutto la Terra”.
(AA.VV., Profezie Indiane, Edizioni Il Punto d’Incontro, pp. 16-17)400400indiancreevn41ma9ko8.jpg

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