Sostiene che noi
ne siamo parte.
C’è un unknown,
racconta,
che prima o poi
ognuno di noi
si trova a conoscere,
come un riflesso
di noi stessi
che spaventa
e affascina
la coscienza
del nostro essere
umani e divini,
stelle tra i rami
e polvere fra le radici.

Silenzio.

Modesto.
Mulini a Vento.
Tre dita di basso
sulla pelle di un bongo.
Ritmo di un mondo.

Ci sono mulini a vento
appiccicati al paesaggio.
Trovo il loro tempo
nel ritmo del nostro silenzio,
lento.
Bello.
Intenso.

Il ritmo si fa spazio,
spontaneo come sbadiglio,
e cresce addosso
al silenzio del paesaggio.
Cielo carta di zucchero,
mulini di vento,
lancette di un tempo.
Deserto.
Deserto.

E’ il momento,
il sole sta splendendo
su questo silenzio.
E’ il momento,
il suolo ci sta aspettando.
Siamo un uno.
Brilla, forte,
chiama come fiore,
bocca di leone,
farfalle ubriache.
Sembra magia
di un’orchestra
senza direzione.
Come aquiloni di notte,
planiamo nella menzogna
della luna piena.
Erba ispida sulla schiena,
giochiamo alla vita.

Second step: a hug.
Compromise.
Choice.
Music from the bass.
Music from another place
which is inside.

he seems a clown
on his own stage
from the inside-out
of his smiling face.
Tears for a voice,
concerns for a life.

It was in Vermont
that they met,
specular one another
like the shadow
of a flower.
Unbelievable connection.
Timeless reflection.

Rain of souls
that can happen to be
crazy like a storm.

pelle trasparente,
spirali di coscienze,
volani di parole…

imprigionato in un alto,
destinato a quel battito
sulla pelle dal cervello.
Battito di bimbo
egoista come figlio,
figlio solo
di un mondo
gravido e cieco,
ultrasuoni nel suo silenzio,
verità di un grembo…

come fosse stato
specchio frantumato,
riflesso
in viaggio perpetuo
attorno ad un mai afferrato
centro…
il suo essere, infondo,
qualcuno,
un altro nessuno,
piccolo uomo,
angelo in grigio,
ragazzo confuso,
anima in viaggio,
una nota verso l’alto,
sospesa come falco.

ritmo nato da un tamburo,
quattro mani contro un muro
per essere qualcuno.

Spicchi di cielo
nel suo sorriso,
come nuvole
senza volto
che riflettono
e coprono
senza chiedere
risposte
alla luce del tramonto.
Calore incondizionato
di un’aurora
di tardo maggio.

Come solo angeli
consapevoli d’esserlo,
che ti trovano,
ti cercano,
che ti aspettavano
da tempo.
Ali di cielo,
luce da un volto,
pace dal silenzio.

Nell’aria, come vascello di nuvola,
avevano oltrepassato un’altra porta.
Una crepa.

Quel varco
tra uomo
e umano,
quello spazio
tra presente
e divino,
tra adesso
e dopo,
tra loro
e il mondo,
quel vuoto
era caduto
come suono
cade
nel corpo
di un sordo.

Spinta dal basso,
cerchio in movimento,
volo di bimbo
dentro lo specchio.
Come sguardo incrociato,
momento vissuto,
ricordo perduto,
rimorso di un minuto.

Come quotidiano,
lo arrotoli
e srotoli,
perdendoti
ancora una volta
sui titoli.
Anche tu
negli alti
e negli altri
a cercare
quei bassi,
altri mondi,
piccoli voli
di cormorani.

//Distractions
could be
like
a branch
falling out
from a tree//

Palmo di mano.
Sguardo d’amico.
Sorriso paterno
e un ritmo,
un riflesso,
cuore scoperto,
parole dal Centro dell’Universo.

I’m not satisfied neither,
I’m thirsty as well.
but I won’t decide
what is good or right.

Atterrare solleva.

Il cielo attorno,
il mare sotto
e un perno nel vuoto
che ti fa sentire saldo.
Assurdo…

Triste e sincero,
perde il suo peso
e il cielo entra piano
come lacrime di mare calmo,
mare strano, lontano,
disegno in rilievo,
cotone sospeso.

Un’isola.

It’s all around.
Like the sense of Freedom
you’ve always heard about.

Weightless but true,
it talks also about
your decisions
like they were lost
in the blue.

Un’onda,
un’onda
dopo l’altra.
Respiro
nella testa,
attesa,
caduta d’onda
sulla spiaggia.

Sguardo acceso e perso.
40s and Sacramento.
Una canzone
che piega il cemento.
E il mio specchio,
una cornice
attorno al suo volto.
E’ buio da molto.

Ed e’ come se nelle ore lasciate vuote appositamente, la Follia si prendesse cura della gente

It happens that you are not afraid of intense colors,
you are not afraid of fluid thoughts,
not afraid of your steps on the edges:
the edges of your desires.
It happens that,
on all fours,
you leave,
standing up
to live.
Then you realize that
you are not falling down,
that
somehow you are steady
on your imaginary threads.

Human beings such as rocks made quiet by spatters of sky and ocean, spurts that rail
at their thoughts and at their useless and necessary paths.

Listening, you see.
Looking for, you get lost.
Without seeking, you find.
You give yourself useless wings
and colored dreams,
waiting for your own life,
looking for a place for your flights.

Ingenuous flights of your mind,
spontaneous gestures of your heart,
honest eyes in front of your life,
friends never had that you have met again.

It happens that
you change.

The Bay calls.
Friendship warms you up,
growing you stronger.
Hand that colors in silver and purple your injury,
Red and Blue the match that has wounded you.

Color that,
from the canvas,
falls in the air,
flying with the rain
toward the bay.
__________-

giving it back to you
cleaner,
smaller,
simple as a rain drop,
as an unexpected tear,
an hidden note,
a light through the door.

reflected light
from a room made white.
Purple sheets
and stars upon their dreams,
stars over a Bay
that has been made
as a room
for an artist’s life,
for a fairy’s flight.

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