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Novembre 12, 2009

r e s o n a n c e

grazie Alda, ciao!

Novembre 2, 2009

Il testamento

 

Se mai io scomparissi
presa da morte snella,
costruite per me
il più completo canto della pace!

Ché, nel mondo, non seppi
ritrovarmi con lei, serena, un giorno.

Io non fui originata
ma balzai prepotente
dalle trame del buio
per allacciarmi ad ogni confusione.

Se mai scomparissi
non lasciatemi sola;
blanditemi come folle!

3 novembre 1953

 

Alda Merini

_da “Paura di Dio” (1955)
_in “Fiore di poesia” (1998)

 

Luce

omaggio a Alda Merini

 

Come solo angeli
consapevoli d’esserlo
che ti trovano,
ti cercano
che ti aspettavano
da tempo.
Ali di cielo,
luce da un volto,
pace dal silenzio.

Nell’aria, come vascello di nuvola,
avevano oltrepassato un’altra porta.
Una crepa.

Quel varco
tra uomo
e umano,
quello spazio
tra presente
e divino,
tra adesso
e dopo,
tra loro
e il mondo,
quel vuoto
era caduto
come suono
cade
nel corpo
di un sordo.

Askin' the Dust

Ottobre 27, 2009

Akatsuki message campaign

Da vedere

Settembre 6, 2009

Videocracy.

Non avendolo ancora visto, faccio semplicemente da eco all’appello ai blogger per diffonderne in rete il trailer in quanto censurato in tv pur essendo il film in proiezione nelle sale dal 4 settembre. Regista italo-svedese, produzione svedese/danese.

Non mi quadra bene questa storia che devo andare a vedere quello che tengo la tv spenta appunto per evitare di dover guardare. Immagino sia arrivato il momento di guardare attentamente, soprattutto per quanti tengono accesa la tv. Occhi aperti e respiri profondi. Sembra ci si debba iniettare questi anticorpi di immaginario collettivo piuttosto che quel vaccino di cui tanto parlano i mass media , giacché repetita iuvant, ma soprattutto nella menzogna. Da “Il corpo delle donne” a “Videocracy”, passando per “Shooting Silvio” e “Bye Bye Berlusconi”, frammenti di realtà (?!) stanno cercando da tempo di farsi spazio nel buio delle palpebre ancora serrate e, nonostante le bocche tappate, si dice che come effetto collatelare questo antibiotico metatelevisivo potrebbe avere la rivoluzione. Chissà. Mi chiedo se l’utopia sia ancora lì, all’orizzonte.

Colpo su colpo

Agosto 28, 2009

Non c’è voluto
poi molto
per perdere
la fede e
la fiducia in
me stessa
e negli altri.

Il ghiaccio
sulla cima
c’è ancora
mentre sogno
nel buio del legno
sogni ad incastro
che variano ma
si ripetono
di noi.

Il suono dell’acqua
di un’era che continua
a sciogliersi in parte
tra le mani e nei secchi
mi gonfia il cuore
di sospiri e sguardi
interrotti da altrui
paure e pretese.

Non c’è pace
ma ancora speranze
nei ricordi mai perduti
eppure dimenticati
tra le preghiere
che rotolano
e nei pensieri
di coloro che vivono
sotto i fili e temono
quanti li abitano e salpano
su vascelli fluttuanti
con scialuppe penzolanti.

E’ quando la nave inizia a girare
veloce sempre più veloce
in un cielo senza nuvole
che vediamo
quella gente cadere
sbalzata dalle barche appese
e ci alziamo di scatto
mentre il tonfo dell’impatto
ci scuote, muove e accelera.

E’ un attimo
poi il risveglio.
Aprono gli occhi
si alzano
fuori da un sogno
che abbiamo visto.
Per noi è stupore,
un sorriso e l’inchino
degli alberi tutt’attorno.

Il silenzio è commovente
nell’ossigeno crepuscolare
tra le cime delle montagne
più adorate e violate. La regina
ha la chioma gelida ed una corona
sontuosa di roccia preziosa
più della storia.

_♡

eye-contact_ph-MakikoNagano

eye-contact_ph-MakikoNagano

Febbraio 15, 2009

'o3

'03

lettura: “Garuda” di Paolo Ippoliti
ascolto: “The Disintegration Loops” di William Basinski

Ricordi. Molti ricordi. Pensieri come cerchi. Non piangi, non questa notte. Silenzio. Track 2. Rimane, come muschio bianco, quel sogno che vorresti raccontarle e non riesci ad afferrare.

La funivia, lì, tra le montagne conosciute. Finestrino abbassato, sedili posteriori e mani salde a tenervi nell’auto sicure mentre vi sporgete con gli occhi spalancati e le labbra socchiuse.

Luce tenue di lampadina 25w e tre cactus immobili tra te e il telefono. Cerchi pace. Ripensi alle nuvole. Resistere. Per quanto ancora. Non toccare. Coprire, avvolgere, ascoltare, calmare.

Dietro di te, sdraiata sul fianco, stretta contro il lunotto, ti sorride. Le suona il telefono, risponde. Ti ritrovi a fissarle sul lobo dell’orecchio quel piccolo disegno colorato che non avevi ancora visto. Senti le spalle chiudersi ed il respiro farsi timido. State salendo. Non è estate, non è inverno, non è. Ti sbilanci ed il cavo si piega sopra di te. La testa fa da contrappeso ai piedi che s’alzano e incroci il suo sguardo. La cosa ti diverte, il cielo è plumbeo. Colpo di reni e piedi a terra: la cima. La sua seggiola fa un giro di ruota ed un’altra, vuota, ti sfiora la testa. La spingi in là con la mano aperta, non certo con spensieratezza. Sguardo a terra, forse ripensi alla tua infanzia. Tutt’attorno roccia. Forse anche sopra. Forse siete arrivati sul fare della sera. C’è gente che ride e scherza. “Benvenuti nel Medioevo” ed il gomito gli rotea facendo perno sul polso e presa sulla risata. La guardi, un po’ speri che anche lei come te non sappia dove siete e che giorno è.

Nessuna illusione, un apice consapevole. Vorresti l’acqua e vorresti il sale. Quel bruciore, a purificare e placare. Sai bene che il mare ora ti potrebbe sollevare. Quel tepore, le sue braccia leggere e sicure, le mani morbide; quelle menzogne bianche. Ti devi alzare. Spostare. Via. Cose che bruciano, poi. Hai un po’ di sonno ma vuoi, che il tempo rallenti. In versi come universi. Dimensioni per spiriti che speri liberi. Respiri. 2e53: ti si chiudono gli occhi: tea-time. Strati. Strati e ancora strati. Play again. E’ tempo di leggere.

Gennaio 26, 2009

cm_giustizia

NO WAR

Gennaio 6, 2009

Broken Chapters

Dicembre 22, 2008

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